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Techno, la parola a Dj Alex Mastini
di Alberto Gibellini, 20.12.2006
Questa è la storia di un ragazzo normale che è riuscito a fare della
passione per la consolle il proprio lavoro, la propria
vita. “Un integralista della musica”, come ama definirsi
Alex
Mastini, veronese, uno dei più importanti Dj Techno del Nord
Italia. Curriculum vitae ricchissimo per un ventottenne, che può
vantare oltre dieci anni di presenza nel settore come Dj, e quattro anni
come gestore di un negozio di dischi, luogo indispensabile perché gli ha
permesso una costante ricerca musicale. Alex si è formato sul campo, non
solo a Verona, ma in giro per i locali italiani e anche stranieri: Londra,
Dublino, Bratislava, Barcellona e ovviamente Ibiza, tappa fondamentale per
un amante della musica elettronica.
Ed ora cominciano ad arrivare le prime grandi
soddisfazioni, giusto Alex? Esattamente. Dall’anno scorso ho
iniziato le produzioni in studio di registrazione con il progetto Perfect Mistake. E sempre nel 2005, insieme al produttore
Fabio Valentino, ho fondato Milkplus, una nuova etichetta che vuole dare nuova luce
alla scena underground dell'elettronica e della Techno in Italia. Proprio
in questi giorni sarà in uscita un nuovo singolo contenente un remix di
Ajello.
Da dove nasce la passione per la
consolle? Cioè perchè un bel giorno decidi di diventare un
Dj? In terza media portai all’esame un plastico di una
discoteca ed una relazione sui diversi generi musicali. E’ iniziato tutto
da qui, dalle ore trascorse ascoltando la radio e dalle prime festine in
quartiere, dalla voglia di divertirsi che poi si è trasformata in passione
per la musica, e addirittura smania di condividere con gli altri quello
che scoprivo.
Descrivi la tua musica in poche
parole. La Detroit
Techno ha origini dal passato ma è costantemente rivolta al futuro: mi
piace definirla come la dimostrazione consapevole che la velocità e la
violenza del suono stanno in composizioni eleganti ed avvolgenti. E’ una
musica glaciale, insistente e quasi ossessiva, ma nel contempo anche
energica e filosofica, dotata di un suono secco e coerente e di uno stile
rigoroso.
Come giudichi il contesto elettronico italiano
rispetto alle altre realtà europee? A causa della poca
conoscenza e diffusione, in Italia si pensa sempre alla Techno come Trance
o Hardcore, quindi velocissima e con suoni acidi. Ma Techno è anche
minimal, dub, jazz, house. È cultura, musicalità e soprattutto
intelligenza d’espressione. Già dall'inizio dell'anno in Europa si sta
proponendo un suono che si avvicina sempre di più alla Techno delle
origini: anni '90 e Detroit. Qui da noi, dove ancora va tanto di moda
parlare di minimal pur essendo un genere che esiste da oltre 10 anni,
ovviamente i Club e gli operatori più attenti si stanno adeguando.
Riguardo agli altri: ne parleremo tra un paio d'anni.
E
per quanto riguarda i Dj italiani? In Italia esiste un
sottobosco ricco di artisti di valore, ma la chiusura attorno ai Dj
“famosi” e da cachet milionari che persiste da più di un decennio
non permette di emergere con facilità. In generale, nel resto d’Europa
l’ambiente è più meritocratico e attento alla qualità, e non alle
relazioni effimere di interessi incrociati.
E che mi dici
sul contesto elettronico veronese? Perché c'é un contesto
elettronico a Verona? (ride, ndr). A parte un locale storico in
"alta quota", le altre classiche discoteche, più vicine alle balere, hanno
sempre preferito investire in divanetti e addobbi piuttosto che nelle
proposte musicali alternative, preferendo allinearsi a quelle più scontate
o commerciali. Manca una cultura musicale nella maggior parte delle
persone che lavorano per questo settore. Ma come insegna la storia è
necessaria una buia deriva dalla quale poi si sviluppa una reazione
innovativa.
Capisco. Purtroppo non sei il primo che
sottolinea questo problema. Ce ne sono altri? Si, purtroppo.
Ad esempio abbondano i Dj improvvisati: al giorno d’oggi chiunque compera
due dischi o, peggio ancora, scarica due files, pensa di potersi definire
un Dj! Risultato? Confusione totale! PR che fanno i Dj, Dj che devono fare
i PR, perché quelli pagati per farlo non ne sono in grado, e nessuno che
ci capisce più niente. Purtroppo poi a Verona da numerosi anni molte
consolle sono occupate non per merito ma per amicizia. Questo ha
determinato un enorme appiattimento. Inoltre, qui ci sono poche
possibilità di crescita, soprattutto per chi vuole uscire dagli schemi
tradizionali.
Discoteche e droga: cosa ti senti di
dire? Quello che rispondo sempre quando mi fanno questa
domanda. Esci per strada a qualsiasi ora, prendi 100 giovani tra i 13 ed i
40 anni; 65 di questi hanno usato, useranno a breve o hanno in tasca della
droga. Il problema è molto più vasto della sola vita notturna, qui
ovviamente trova terreno facile, ma se non sbaglio neanche in Parlamento
incontra molte difficoltà.
Che consigli ti senti di dare
ad un giovane aspirante Dj? Di avere una passione infinita
per la musica. Di rispettare la musica, comperando e utilizzando vinile.
Di non farlo per moda, soldi, apparenza, ragazze o quant’ altro,
altrimenti alla prima difficoltà cederebbe. Di viaggiare. Di non credere
che sia facile, serve tecnica, creatività, impegno, umiltà e soprattutto
curiosità nella ricerca al fine di apprendere sempre di più di vari stili
musicali e non solo del genere che si suona.
E, per
concludere, dove ti si può sentire suonare? Ogni settimana
conduco “Nel dubbio…Techno!”, un programma radiofonico trasmesso in tutto
il mondo via internet da DFR Radio, e ogni sabato notte in onda su Radio Verona dalle
24.00 all’1.00. Prossime date: il 22 a Treviso “Nel dubbio Techno!” con
Pepo Lanzoni de La Comunidad Space di Ibiza, Capodanno al Forte di
Pastrengo All Inclusive Party, e il 5 Gennaio al “Ghetto club” Londra.
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